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Scritto da Lina Barone

Un’atmosfera di intensa e commossa partecipazione ha accompagnato la manifestazione conclusiva del progetto “Eroi dal silenzio” (Art. 10 Legge regionale 08-05-2018) della nostra scuola che ha coinvolto un gruppo di venti alunni provenienti dalle classi terze.

 

L’evento, che  si è svolto mercoledì 6 aprile nel Teatro di palazzo Butera, ha rappresentato  il momento conclusivo di un progetto di legalità realizzato nel corso dell’anno scolastico, al quale hanno partecipato cinque alunni del laboratorio di Sperimentazioni  Letterarie guidati dai docenti  Di Giovanni, Malfitano e Zarcone e quindici alunni provenienti da tutte le terze, guidati dal dottore Angelo Sicilia attraverso un laboratorio teatrale di scrittura creativa con il supporto delle docenti della Commissione legalità Clemente, Ganci, Orlando e Spanò.

 

Obiettivo del progetto è stato quello di far conoscere attraverso un percorso di approfondimento alcuni fra i tanti eroi appartenenti alle istituzioni o alla società civile, che durante la loro vita hanno lottato per la giustizia ma sono stati uccisi dalla mafia e rischiano di essere del tutto dimenticati. L’intento del progetto è, dunque, stato quello di farli emergere dal silenzio, perché solo conoscendo si può mantenere viva la memoria e rendere almeno in parte giustizia a quanti hanno perso la vita per avere rifiutato la mafia e i suoi compromessi.

 

In una prima fase del progetto i due gruppi hanno avviato una fase conoscitiva del fenomeno mafioso attraverso l’incontro con alcuni esperti o colleghi di alcuni di tali eroi vittime di mafia: hanno incontrato la dottoressa Lo Piparo, magistrato in servizio presso il Tribunale di Termini Imerese con la quale si sono confrontati sul ruolo della magistratura, poi hanno approfondito la tematica della confisca dei beni mafiosi dialogando con il dottore Vito Lo Monaco del Centro Studi Pio La Torre, infine hanno incontrato il dottore Giuseppe Puleo dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato e l’ex ispettore Pipolo, che hanno raccontato loro  alcune esperienze lavorative a fianco di alcuni fra questi eroi, facendo emergere anche attraverso alcuni aneddoti divertenti l’aspetto umano e non solo quello professionale .

 

Alla fase conoscitiva del fenomeno mafioso è seguita poi la fase di produzione. Il laboratorio teatrale di Sperimentazioni letterarie si è dedicato all’approfondimento della figura del commissario Beppe Montana, ucciso per mano mafiosa il 28 luglio 1985 a soli trentatré anni ed ha curato la messa in scena di un testo inedito scritto dal docente Di Giovanni.  La rappresentazione ha contemplato due fasi: una prima con la riproduzione di un cortometraggio, la seconda con una vera e propria performance teatrale. Tale dicotomia apparente, trattandosi dell’identico soggetto, ha permesso ai discenti di sperimentare e verificare fattivamente la sostanziale differenza nell’approccio epistemico tra il mezzo cinematografico e quello teatrale.

 

Durante il laboratorio di scrittura creativa, invece, dapprima ciascun alunno ha “adottato” un eroe, approfondendo la sua storia e condividendo   riflessioni ed emozioni con i compagni del progetto, poi si è avviato un confronto fra i ragazzi per scegliere quale personaggio avesse maggiormente colpito il loro immaginario, per stendere la sceneggiatura e poterlo mettere in scena. La scelta è ricaduta su Peppino Impastato, il giornalista di Cinisi ucciso il 9 maggio 1978. Dalle riflessioni dei ragazzi è emerso l’interesse non solo per l’aspetto pubblico dell’impegno antimafia, ma anche quello più intimo del rapporto con la madre Felicia, donna forte e coraggiosa, che si è battuta per ottenere giustizia sulla morte del figlio.

 

Nella fase conclusiva del progetto i ragazzi hanno presentato l’esito del loro lavoro in uno spettacolo svoltosi appunto mercoledì 6 aprile.

 

L’evento è stato introdotto festosamente dal rullo dei tamburi degli alunni del gruppo Musical-mente che hanno accolto gli ospiti intervenuti alla manifestazione. Ha dato avvio all‘evento la Dirigente scolastica, professoressa Giuseppina D’Amico, che ha salutato le autorità civili intervenute ringraziando il sindaco Filippo Maria Tripoli per avere offerto la possibilità di usufruire del nuovo teatro di Palazzo Butera come sede per la manifestazione, cui ha fatto seguito il saluto dell’Assessore Daniele Vella, che si è complimentato con la nostra scuola per l’attenzione al tema della legalità. Si è entrati poi nel vivo dello spettacolo con l’esibizione dei ragazzi del laboratorio di Sperimentazioni letterarie, Adriana, Federico, Federica, Alessandro e Marta, attraverso le cui voci ha ripreso vita Beppe Montana.   Un monologo polifonico, personificazione della lapide commemorativa del giovane commissario, narra gli ultimi istanti della sua vita, ripercorrendo le fasi concitate del brutale assassinio. Si mette, così, in scena l’atavica lotta tra bene e male, tra le bellezze del luogo e la cattiveria che la ferocia umana sa esprimere a tutte le latitudini. Commozione panica, dunque, resa fresca e vitale dall’innocenza dei volti e delle voci dei giovani attori, anche se del poliziotto rimane poco o nulla, solo un flebile ricordo tra gli affetti più cari che l’amara chiusa, “Non mi chiamo più”, constata alla fine del brano.

 

A tale performance, accolta con un grande applauso, ha fatto seguito  la messa in scena dell’opera dei pupi in cui Serena, Ercole, Giovanni, Jessica, Chiara, Nina, Miriam, Roberta F., Roberta M., Elena, Emiliano, Sofia, Carlotta, Giorgia, Martina alternandosi fra voci recitanti e manovratori dei pupi, hanno raccontato gli ultimi giorni di vita Peppino Impastato, l’immenso dolore di sua madre Felicia e la sua coraggiosa scelta di perseguire ad ogni costo la giustizia per suo figlio e non la vendetta. La messa in scena è stata accompagnata dalla tromba suonata da cinque alunni dell’orchestra didattica della scuola sotto la guida del professore Treviso.

 

Momenti di grande emozione sono stati suscitati anche dalla visione di una breve intervista a Felicia Impastato, realizzata nel 2002, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria attribuitale dalla cittadina emiliana di Anzola e dal videomessaggio augurale inviato alla nostra scuola da Felicia Impastato, dalla Casa Memoria Felicia e Peppino di Cinisi che i ragazzi si recheranno a visitare durante il mese di maggio a conclusione del percorso svolto. Successivamente un’alunna, Giorgia, ha letto a nome di tutto il gruppo dei ragazzi una riflessione conclusiva di quanto appreso nel percorso, evidenziando tutto ciò che ha lasciato in loro una traccia importante. Infine, sono seguiti i saluti finali della referente alla legalità, prof. Spanò e della Dirigente che hanno ringraziato quanti si sono spesi per portare a termine il progetto e quanti hanno lavorato anche dietro le quinte per potere realizzare la manifestazione finale.

 

La referente per l’educazione alla legalità
Angela Maria Spanò

 

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